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Il Trentino-Alto Adige è una regione autonoma a statuto speciale dell’Italia nord-orientale, avente come capoluogo Trento. Le province autonome di Trento (corrispondente al Trentino) e Bolzano (corrispondente all’Alto Adige, anche detto Südtirol) connotano una forte differenziazione amministrativa e culturale, che hanno dato vita a profonde differenze etniche tra la popolazione (ad esempio la lingua parlata, italiano in Trentino e tedesco in Alto Adige). Il Trentino-Alto Adige è caratterizzato dalla presenza di numerose catene montuose che ricoprono gran parte del territorio e che raggiungono quote altimetriche di quasi 3.800 metri ed anche per questo è una delle regioni italiane meno densamente popolate (1.050.000 circa di abitanti per 13.607 km², quota molto al di sotto della media nazionale). A causa del vasto numero di catene montuose di diversa natura, in Trentino-Alto Adige si possono trovare varie tipologie di rocce, la regione si può suddividere quindi in tre grandi aree geologiche: la zona silicea che si estende nella parte settentrionale del territorio, la zona costituita da rocce vulcaniche intrusive (rocce magmatiche che si sono solidificate all’interno della crosta terrestre) che occupa l’area occidentale e quella prevalentemente calcarea-dolomitica nella parte orientale e meridionale. Ma il Trentino-Alto Adige è anche ricco di corsi d’acqua e laghi, di cui i principali sono sicuramente l’Adige, l’Isarco, il Brenta, il lago di Garda (sia pure in piccola parte), il lago di Caldonazzo e il lago di Caldaro. La loro presenza caratterizza fortemente il territorio ed i prodotti che esso offre, favorendo un clima che influisce sui prodotti agricoli e vinicoli tipici della zona. Tale diversità si è inevitabilmente riprodotta anche nella produzione vitivinicola, che si differenzia e specializza in base al luogo di crescita delle vigne. La superficie vitata si snoda per il 39% in fondovalle, per il 41% in collina e per il 20% in montagna; ovviamente le particolari condizioni orografiche e morfologiche del territorio rappresentano un effettivo limite all’eccessiva diffusione della coltivazione della vite, come di altre colture agricole ma l’impegno dei produttori locali, volto al miglioramento del patrimonio vitivinicolo esistente, è annualmente supportato da importanti aiuti economici che l’Unione Europea eroga a favore di chi effettua interventi di rinnovo dei vigneti.
La regione offre una vasta scelta di vini pregiati, principalmente bianchi, contando 8 zone DOC per il Trentino (Casteller, Lago di Caldaro, Teroldego Rotaliano, Trentino, Trentino Superiore, Trento, Valdadige, Valdadige Terraforti) e 3 per l’Alto Adige (Alto Adige, Lago di Caldaro, Valdadige) ma nessuna zona DOCG ancora riconosciuta. Il Trentino ricopre un’area di circa 10.000 ettari dedicati alla coltivazione di diverse varietà di vite per la produzione di vino, le tipologie più note sono il Lago di Caldaro, il Teroldego Rotaliano, lo Chardonnay, il Marzemino, il Müller Thurgau, il Merlot, il Moscato Giallo, il Nosiola, il Pinot Grigio, lo Schiava Nera, il Vin Santo, lo Spumante Bianco e quello Rosato mentre l’Alto Adige conta poco più di 5000 ettari vitati per la sua conformazione più montuosa rispetto al Trentino; le tipologie di vino più note di quest'ultima zona sono l’Alto Adige Bianco, il Bozner Leiten, il Cabernet, il Sauvignon, lo Chardonnay, il Gewurztraminer, il Lagrein Rosso e Rosato, il Malvasia, il Müller Thurgau, il Merlot Rosso e Rosato, il Moscato Giallo, il Pinot Bianco e Grigio, il Pinot Nero e Nero Rosato, il Riesling Italico e Renano, il Sylvaner, il Santa Maddalena, lo Schiava Rossa e Grigia, lo Spumante Bianco, il Terlaner, il Traminer Aromatico, il Meranese di collina, il Val Venosta Kerner, l’Isarco Flausner Leitacher e l’Isarco Veltliner.
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Benvenuti in Lombardia, una delle regioni leader dell'Italia settentrionale, il cuore pulsante dell'economia italiana, dall'aspetto vario ed eclettico. Coperto alle spalle dalle Alpi e aprendosi verso la Pianura Padana, il territorio lombardo vanta di diversi panorami: catene montuose rocciose con incisioni rupestri, paesaggi verdi che si estendono senza fine, laghi che fanno sognare e città che sembrano non volere mai dormire. E' senza dubbio il luogo ideale per divertirsi e provare e acquistare rare specialità enogastronomiche.
Coperto alle spalle dalle Alpi e aprendosi verso la Pianura Padana, il territorio lombardo vanta di diversi panorami: catene montuose rocciose con incisioni rupestri, paesaggi verdi che si estendono senza fine, laghi che fanno sognare e città che sembrano non volere mai dormire, E' senza dubbio il luogo ideale per divertirsi e provare e acquistare rare specialità enogastronomiche.
È in questa regione che troviamo Milano, una metropoli europea per eccellenza, che richiama il concetto di moda e del buon vivere e che si apre sempre di più al resto del mondo. Milano è la seconda capitale d'Italia, ha un passato storico e industriale importante e ci ha regalato specialità culinarie semplici e squisite, fra cui il risotto alla milanese (allo zafferano) o la cotoletta impanata.
Ma la Lombardia nasconde tante altre perle e prospera di tantissime specialità della buona tavola : scopriamole con una breve panoramica generale delle sue aree più famose.
Nella parte più settentrionale si estende la Valtellina e Sondrio, un territorio di turismo, di piste sciistiche a ridosso delle Alpi retiche e di prodotti di enogastronomia unici: dalla bresaola, ai classici pizzoccheri fino ai Vini Rossi di Valtellina DOC, da combinare per un vero percorso del gusto. Scendendo leggermente arriviamo alla regione dei laghi: da ovest incontriamo la sponda di levante del Lago Maggiore e il vicino lago di Varese, territorio di vitigni bianchi raffinati, per spostarsi verso il Lago di Como, un lago pedemontano famoso per il suo carattere affascinante e nobile capace di incantare davvero tutti. Poi, più a oriente, il meno esteso (ma certamente non per questo di secondo piano) Lago di Iseo, che si trova vicino al famosissimo territorio della Franciacorta. Questa zona collinare bresciana che dà il nome all'omonimo spumante DOCG è nel punto perfetto di influenza fra clima lacustre e giusta vicinanza alla pianura. Queste caratteristiche che gli conferiscono il suo sapore unico lo rendono ottimo da gustare nelle numerose cantine presenti nell'area. Fra i vari laghi, la regione è bagnata anche da innumerevoli fiumi (Ticino, Adda, Oglio, Mincio… Solo per citarne alcuni), che scendono in parallelo e affluiscono nel lungo Po, grazie a cui la Pianura Padana è resa un terreno fertile: le province più meridionali, fra cui Pavia, ci rendono un altro nome dell'enologia, ossia l'Oltrepo pavese DOC e DOCG, o quella di Lodi,che produce l'inimitabile Grana Padano, una specialità casearia di fama internazionale.
Non dimentichiamo poi altre città storiche coronano le bellezze naturali: Bergamo, con la magica Città Alta, attorniata dalle possenti mura veneziane; Mantova, la città rinascimentale della signoria dei Gonzaga, che ancora oggi ci ricorda con la sua bellezza la sua importanza storica. Entrambe anche città di buona cucina: se a Bergamo troviamo la classica Polenta, irresistibili casoncelli, e anche ottimi vini Valcalepio DOC, a Mantova proveremo ottimi Tortelli di Zucca e la golosa torta Sbrisolona oltre che il Lambrusco Mantovano che compete bene con quello emiliano.
Questa regione è assolutamente un connubio di tradizioni e modernità. Gli usi ed i segreti gastronomici si sono tramandati di generazione in generazione, ma la capacità dell'economia lombarda è stata quella di svilupparsi al passo con i tempi, senza dimenticarsi la lentezza e la naturalezza che rendono i suoi prodotti assolutamente unici ed oggi venduti in tutto mondo.
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La Toscana è da sempre una regione importante per l'Italia: qui infatti hanno trovato natali personaggi illustri della sotria del Bel Paese quali Il Vasari, Dante Alighieri e la famiglia De Medici senza scomodare Leonardo Da Vinci. I suoi confini sono anche rimasti più o meno inalterati nel tempo, anche oggi infatti ricalca grosso modo l'antico regno degli Etruschi da cui deriva anche l'odierno nome della zona, con una serie di cambiamenti nei secoli della parola “etruria”.
Morfologicamente invece è prevalentemente collinare (66%) con importanti massicci montuosi (25%) e delle pianure (8%) come la famosa Maremma, curiosamente può vantare anche un piccolo deserto di 150 kilometri quadrati: il deserto di Ancona, non lontano da Montalcino dove viene realizzato il famoso vino Brunello si stende questa piana che durante il Pliocene era il fondo del Mar Tirreno. Un vero deserto visto che poche cose riescono a crescere naturalmente su questa terra con importanti sedimenti di gesso, argilla e creta.
Vanta anche qualche lago come quello di Montepulciano, Chiusi e Bilancino (quest'ultimo è artificiale).
La particolare conformazione geografica ha anche contribuito nel tempo alla preservazione delle aree naturali contenendo l'urbanizzazione: la Toscana è infatti urbanizzata per poco più del 4% del suo territorio, mentre il 44% è ancora ricoperto da rigogliosi boschi e può vantare parchi natruali per il 10%.
La prevalenza di colline sul territorio nonché la composizione della terra ha sempre favorito nel tempo la coltura della vite, rendendo la regione una delle più rilevanti sul piano enologico; è patria infatti di molti rossi importanti che all'estero sono spesso sinonimo di Made in Italy come Chianti e Brunello di Montalcino senza parlare di Tignanello e Sassicaia.
Oggi la Toscana vanta 11 denominazioni DOCG (come Chianti e Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano e Brunello di Montalcino...), 40 DOC (Rosso di Montalcino, Val di Chiana, Bolgheri…) e 6 IGT (Val di Magra, Costa Toscana, Toscana). All'estero è anche famoso il termine “supertuscan” che identifica quei vini di grande pregio come Sassicaia alla quale la denominazione di Toscana IGT va un po' stretta: sono vini speciali, di grande pregio, nati originariamente per portare una ventata d'aria fresca in un territorio che vedeva un vastissimo impiego del Sangiovese come uva principale affinato in botti grandi. Prodotti come Sassicaia, Tignanello ed anche alcune creazioni di Ornellaia sono infatti assemblati con uve originariamente inusuali o secondarie per la zona, con affinamento in piccole botti barrique.
Toscana è nel mondo segno di Made in Italy grazie all'equilibrio fra tradizione ed innovazione che negli anni il territorio ha saputo trovare.
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Siamo in Emilia-Romagna, regione del centro-nord Italia che vede come capoluogo la città di Bologna.
L'Emilia-Romagna nasce ufficialmente nel 1970, quando lo stato italiano ne ufficializza la costituzione, fondendo due regioni: l'Emilia (che vede le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e buona parte di Bologna) e la Romagna (Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena e parte di Bologna).
La morfologia del territorio è piuttosto variegata con la parte settentrionale prevalentemente pianeggiante (la pianura copre il 48% della regione), mentre la parte più meridionale è prevalentemente collinare e montuosa (circa 25% ognuno); è bagnata dal mare Adriatico ed est, che però si rivela troppo piccolo per avere una significativa influenza su tutta la regione e pertanto gli effetti benefici si limitano ad una zona abbastanza circoscritta vicino alla riviera. Il clima prevalente della regione è infatti molto simile a quello della Lombardia pianeggiante, con inverni piuttosto freddi e rigidi alternati da estati calde ed umide.
Non vanta la presenza di particolari laghi che potrebbero generare un microclima favorevole, ma sono presenti svariati fiumi le cui acque sono rifornite da importanti precipitazioni sugli Appennini e tutti confluiscono nel grande fiume d'Italia: il Pò, che accompagna la parte più alta della regione per tutta la sua lunghezza fino alla foce a delta nel mar Adriatico.
Passando invece al lato enogastronomico, l'Emilia Romagna è una delle regioni più ricche di tutta Italia, vantando dal lato gastronomico 13 denominazioni DOP e 12 IGP con pietanze che spaziano da contorni ai dolci (come per esempio i tortellini bolognesi, il prosciutto crudo di Parma e la mortadella) mentre dal punto di vista enologico ha 60.000 ettari coltivati a vite che sostengono la produzione di 9 denominazioni IGT (Emilia, Ravenna, Forlì...), 21 DOC (Gutturnio, Orturgo, Colli di Parma, Lambrusco...) e 2 DOCG (Colli bolognesi Classico Pignoletto e Romagna Albana).
Per le differenze fra l'Emilia e la Romagna l'uva che si coltiva è abbastanza eterogenea: sul piacentino come bacca rossa vanno per la maggiore Barbera, Croatina e Bonarda mentre come bacca bianca si trova il Malvasia, il Moscato e l'Orturgo con qualche vigneto internazionale come Muller-Thurgau e Chardonnay. Sul parmense c'è un'analogia di vitigni coltivati, ma vengono realizzati vini prevalentemente bianchi.
Sul bolognese si trovano Montù e Pignoletto, mentre Ferrara è la terra dell'uva nera Fortana.
La zona di Reggio Emilia e Modena sono dominati dalle varie tipologie di Lambrusco quale il salamino, Maestri, Marani e Ancellotta.
Tutta la zona romagnola invece è vitata con Sangiovese, il Trebbiano qui nella sua variante romagnola, il Pagadebit e l'Albana.
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Il Veneto è una regione situata nella parte nord-est dell'Italia ed insieme al Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia costituisce la maxi-regione del Triveneto. Come molte regioni italiane ha una storia navigata ed importante, non è difficile quando si parla di storia sentir parlare della Serenissima Repubblica di Venezia che è stata per lungo tempo una potenza militare ed economica grazie alla grande flotta navale, alleata e nemica di altre grandi potenze dei tempi come lo stato Vaticano, Milano, l'Impero Austriaco e la Francia.
In tempi più recenti, dopo all'annessione con il regno d'Italia, è stata una terra fortemente colpita dalla prima guerra mondiale essendo al confine con l'Austria, ed il secondo conflitto mondiale non aiutò certo una ripresa. Per questo il veneto fu per tempo terra di povertà ed emigrazione, ma oggi a seguito di un forte sviluppo è una delle regioni più ricche ed economicamente importanti.
Ha una conformazione morfologica piuttosto variegata, partendo dal mare Adriatico fino ad arrivare alle vette delle Dolomiti. E' prevalentemente pianeggiante con il suo 56%, presenza di importanti catene montuose con il 29% e solo per il 14% è collina anche se enologicamente è una percentuale molto importante come vedremo fra poco.
Anche dal punto di vista climatico è una regione molto variegata: dovrebbe essere simile a quello dell'Emilia Romagna e della Lombardia ma l'importante zona costiera unita al terreno pianeggiante che favorisce il passaggio dei venti, nonché la presenza delle Dolomiti nella parte settentrionale a proteggere la valle dai freddi venti del nord, favoriscono una mitigazione del clima che risulta temperato sia pure con alcune differenze a seconda della zona come il Lago di Garda, il più grande d'Italia, che crea un microclima nella zona mite tutto l'anno.
Enologicamente è certamente una delle regioni più importanti che abbiamo in Italia per superficie vitata e vino prodotto: ben 75.000 ettari coltivati a vite si stendono fra pianura e collina con un accenno anche nella zona montuosa.
E' terra di vini rossi apprezzati sia in Italia che all'estero come Valpolicella (che prendono il nome dall'omonima zona) ed Amarone dove i tipi di uva che fanno da padrone sono Corvina, Rondinella e Molinara; non dimentichiamo che è anche terra dello spumante più apprezzato per l'aperitivo italiano ed estero: il prosecco.
A sud del lago di Garda è anche presente il Lugana, denominazione interregionale con la Lombardia.
Il veneto conta la presenza di 10 denominazioni IGT (Verona, Vigneti delle Dolomiti, Veneto Orientale…), 28 DOC (Prosecco, Lugana, Garda…) e 14 DOCG (Prosecco di Valdobbiadene, Amarone della Valpolicella, bardolino Superiore…).
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Letteralmente “ai piedi dei monti” nella parte nord-occidentale dell'Italia si snoda una delle regioni più impressionanti e produttiva della penisola italiana: il Piemonte.
Dalle vette alpine più alte d'Europa (tra cui sua Maestà il Monte Bianco e il suo “vice” Monte Rosa) il territorio scende gradualmente in forme sempre più morbide fino a estendersi nell'immensa Pianura Padana, luogo di nascita di moltissimi prodotti gastronomici per cui l'Italia è famosa e apprezzata in tutto il mondo, e dove nasce e scorre il fiume Po, arricchito dai suoi fedeli affluenti. E come dimenticare i suoi incantevoli laghi Maggiore e D'Orta che aggiungono un tocco di classe in più all'intera regione? In questa cornice quasi idilliaca ce n'è insomma per tutti i gusti : vette da conquistare, campagne da assaporare e acque da nuotare e sfruttare: tutto in un perfetto equilibrio morfologico che crea anche il clima ideale per permettere la nascita di specialità uniche al mondo.
Regione intraprendente e attiva e impegnata nel rispetto dell'ambiente, il Piemonte è la culla della produzione dei prodotti simbolo dei piaceri della tavola: dalle miriadi di chicchi di riso, alle golosità del cioccolato e del gianduia, dai prelibati tartufi ai suoi raffinati vini, contando in totale diverse centinaia di prodotti tradizionali e DOC.
Nelle sue otto province (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli) si possono ammirare in modo singolare le diversità della regione. Torino, l'imponente capitale da cui partì l'unificazione dell'Italia nel 1861, è ancora oggi la grande città simbolo della regione e fa eco a tanti grandi nomi dell'industria italiana. Uscendo dal capoluogo però c'è molto altro ancora da conoscere: Verbania con il suo circondario è la perla del lago Maggiore, un luogo turistico unico, punto di partenza per escursioni nelle vicine bellissime località svizzere. Biella, importante centro artigianale tessile dove nascono prodotti lanieri unici. Vercelli e Novara evocano subito le estesissime distese d'acqua dove si coltiva il riso, una ricchezza alimentare locale da più di due secoli, dove fin qualche decennio fa ancora seminavano e raccoglievano manualmente le leggendarie mondine, le donne italiane impiegate nella raccolta del riso.
Ma è nelle campagne meridionali fra Asti e Cuneo, che nascono i migliori vini, fra cui il rinomato Asti Spumante DOCG. In particolare il Monferrato, (zona vinicola per eccellenza) con le sue schiere di viti e le sue sfumature di verde, costituisce una delle zone più deliziose da visitare, fra cantine e tenute, degustazioni da intenditori e possibilità di gustare e acquistare le migliori specialità enogastronomiche piemontesi. Da non confondere con le altrettanto famose e vicine Langhe, dove si produce il rosso Barolo DOCG , da viti coltivate esclusivamente su terreni argillosi e/o calcarei e il Barbaresco DOCG. Nella stessa zona la terra ci dona un altro gioiello gastronomico, ossia il tartufo bianco di Alba, omonimo alla cittadina. Insomma, visitare il Piemonte significa percorrere un vero itinerario del gusto e dell'intraprendenza industriale e a artigianale italiana.
La Valle d'Aosta è una delle regioni italiane a statuto speciale ed è la più piccola regione italiana.
Analogamente a quanto accade nella zona del sud-tirolo in Trentino Alto Adige, qui è molto forte l'influenza e la lingua francese che viene usato come secondo linguaggio corrente per molte indicazioni, anche quelle vitivinicole che hanno un corrispettivo francese.
La sua storia infatti la vede da sempre contesa fra le varie potenze italiane e la Francia, con varie incursioni, conquiste e ritorni. Ciononostante nel corso della storia la gente ha dimostrato una preferenza verso lo stato italiano: durante la seconda guerra mondiale dalla Valle d'Aosta sono partiti molti partigiani per la liberazione del territorio, ed anche se alla fine del conflitto la Francia avesse inteso che un'annessione della regione era fattibile la gente preferì rimanere con il nuovo Stato italiano.
Geograficamente è al 100% montuosa con alte vette a circondarla e questo potrebbe suggerire un clima sempre fresco, ma in realtà riserva delle sorprese: esso può cambiare sensibilmente da vallata a vallata o addirittura da versante a versante.
Nelle zone più alte è presente un clima alpino piuttosto fresco dove le corti estati si alternano a lunghi inverni con picchi di -30 gradi. A fondovalle invece la situazione è ben diversa dove d'inverno le temperature scendono qualche grado sotto lo 0, ma d'estate si raggiungono i 30 gradi accentuati dalla scarsità di vento.
Un tratto caratteristico di tutta la regione sono le scarse precipitazioni in quanto la maggior parte delle perturbazioni in arrivo dall'oceano Atlantico si scaricano contro i versanti francesi ad ovest. Questa caratteristica era nota già in epoca medioevale tanto che vennero realizzati importanti canali per l'irrigazione.
Dal punto di vista enologico, vista la piccola superficie della regione e alla presenza di montagne ovunque, la superficie vitata è molto piccola se paragonata ad altre regioni vicine: soltanto 400 ettari che vanno a produrre vino per la denominazione Valle d'Aosta DOC, l'unica di tutta la regione. Per differenziarsi in un territorio così circoscritto nel tempo sono state create 7 sottosezioni della denomiazione DOC: Torrette, Blanc de Morgex et de La Salle, Chambave, Donnas, Enfer d'Avrier, Nus, Arnad-Montjovet.
Le viti coltivate qui su ripidi pendii sono praticamente tutti autoctoni, visto che poche hanno la vitalità e la tenacia per resistere e produrre uva di qualità a queste altitudini e temperature. Troviamo principalmente la Petit Rouge, il Premetta, il Fumin ed il Priè Blanc mentre più a valle sono presenti delle coltivazioni di Nebbiolo, Freisa e Moscato Bianco.
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Il Friuli Venezia Giulia è una regione italiana a stato speciale, una delle più orientali della penisola tanto da confinare con Austria e Slovenia.
Nasce dall'unione di due regioni storiche quali il Venezia Giulia (che è la parte più piccola della regione, comprendente circa le provincie di Trieste e Gorizia e geograficamente anche l'Istria) ed i Friuli (la parte più estesa, comprendente le provincie di Pordenone ed Udine). Essendo zona di confine come le regioni della Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, ha subito delle influenze da culture estere e non è difficile trovare cartelli stradali con indicazioni in due lingue.
La zona è stata urbanizzata a partire dall'epoca romana, ma di tale influenza oggi non resta molto a causa delle incursioni barbariche succedute dopo la caduta dell'Impero Romano ed a seguito di due guerre mondiali che hanno visto questo territorio molto attivo, nel primo grande conflitto Gorizia fu quasi rasa al suolo.
Vista la cessione della gran parte del Venezia Giulia dopo l'armistizio con le forze alleate della seconda guerra mondiale, si pensò di dare un ruolo amministrativo di rilievo alla città di Trieste che rischiava di essere tagliata fuori vista la sua posizione geografica.
Il terreno è per il 20% montuoso, 40% pianura e 40% circa collinare ed analogamente alla regione vicina del Veneto presenta diversi climi a seconda della zona dove le pianure risultano più umide mentre sulle montage c'è un clima alpino. Sia la collina che la pianura subiscono comunque l'influenza benevola del mare che rende il clima temperato, fa eccezione la zona più vicina a Trieste che presenta un clima piuttosto secco ed ancora più mite anche se in invero alle persone che abitano la zona toccano anche le forti raffiche di Bora.
Dal punto di vista enologico, la regione non è particolarmente importante come superficie coltivata a vite (circa 20.000 ettari, pochi se paragonati a regioni come l'Emilia Romagna o il Veneto), ma qui si trovano diverse punte d'eccellenza qualitativa apprezzata sia in patria che all'estero.
La prima menzione va certamente al Tocai Friulano (il cui vino di chiama ora solo “Friulano”), la Ribolla Gialla, il Verduzzo e Malvasia Istriana per le piante a bacca bianca, mentre per le bacche rosse ci sono i Refosco, Tezzelenghe, Pignolo e lo Schioppettino. Il tutto affiancato dalla coltivazione di alcuni vitigni internazionali.
Le denominazioni invece in Friuli Venezia Giulia sono 3 IGT (Venezia Giulia, Delle Venezie e Alto Livenza), 10 DOC (Prosecco, Friuli Colli Orientali, Friuli Grave, Collio, Carso, Friuli Isonzo...) e 4 DOCG (COF Picolit, Rosazzo, Lison e Ramandolo).
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La Sardegna è una regione italiana a statuto speciale ed è una delle due isola maggiori, seconda per dimensioni in tutto il Mar Mediterraneo solo alla Sicilia.
Nel corso della storia è sempre restata abbastanza indipendente rispetto al resto della penisola ed ancora oggi presenta numerose peculiarità sotto diversi aspetti, nonostante le influenze dal continente non sono certo mancate nel corso della storia: dalle invasioni e conquiste romane, alla cessione della terra da parte dello stato Pontificio fino alla fondazione del . La sua ricchezza territoriale ha comunque favorito fin dall'antichità il popolamento di questa terra, tanto che la prima civiltà nuragica affonda le radici nel 1800 AC.
Oltre che per i citati motivi e per la costruzione di numerosi e caratteristici nuraghi in pietra, questo popolo merita una menzione poiché secondo recenti scavi archeologici è stato il primo ad intuire l'utilizzo della vite in ambito domestico per la produzione di uva, conservando e piantando appositamente delle sementi a scopo di coltivazione.
Il terreno della Sardegna è prevalentemente collinare (68%) con valli, spiagge e piccole pianure (18%) e montagne (14%), ma la forte presenza del mare fa sì che non vi siano delle grandi differenze fra le zone costiere e le terre più interne: sulle coste (dove risiede la gran parte della popolazione) il clima è principalmente mediterraneo con inverni miti ed estati secche e ben ventilate, mentre nella zona più centrale in inverno si può raggiungere una temperatura sotto lo 0 e d'estate si toccano i 40 gradi a causa della minore ventilazione. Nel complesso comunque il clima risulta temperato.
Aldilà di questo va segnalato che grazie alla varietà di ecosistemi differenti fra di loro ed in generale per la sua geografia la Sardegna è stata definita un “micro-continente”.
Passando al punto di vista enologico, la Sardegna vanta 28.000 ettari coltivati a vite anche se è un dato in cambiamento per via del rinnovamento dei vecchi impianti e l'avvio di nuove coltivazioni per accontentare la crescente richiesta di vini sardi.
I vitigni di maggiore coltivazione sono certamente il Cannonau, Monica, Carignano, Pascale, Bovale, Nuragus e Malvasia nella sua variante sarda per gli autoctoni, ma si coltivano anche vitigni più diffusi come il Sangiovese ed il Trebbiano .
Per quanto riguarda le denominazioni, la Sardegna vanta una DOCG (Vermentino di Gallura), 16 DOC (Malvasia di Bosa, Moscato di Sardegna, Alghero, Arborea…) e 15 IGT (Nurra, Isola dei Nuraghi, valle del Tirso…).
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L'Umbria è una regione dell'Italia centrale, è l'unica regione di tutta la penisola a non essere posizionata a confini terresti o marittimi dello stato ed è anche l'unica regione del centro e sud Italia a non avere uno sbocco marittimo. Possiede un paesaggio caratterizzato perlopiù da colline e montagne con nessuna pianura (ad eccezione, ovviamente, delle vallate), il che la rende una zona vocata per la produzione di vino di qualità. Il clima invece può variare a seconda dell'altitudine a cui ci si trova: a quote montane medie è temperato, mentre a quote più elevate le temperature scendono ulteriormente e le precipitazioni diventano più importanti; a quote più basse invece, sulle colline, il clima è temperato mediterraneo con estati secche. La regione ospita anche fiumi e laghi importanti come il lago Trasimeno (che in Italia è il quarto per estensione) ed il fiume Tevere nella quale confluiscono quasi tutti gli altri della regione.
Vista questa presenza di corsi d'acqua importanti e soprattutto della zona collinare che ricopre la maggior parte della superficie con il suo 71% rispetto alla superficie totale della regione, la coltura della vita e la produzione del vino risultano particolarmente vocati. Per questo presenta 17.000 ettari coltivate a vite, che se paragonati ad altre regioni possono sembrare pochi ma in proporzione alla superficie disponibile ha un elevato rapporto; visto anche che non è possibile puntare sulle enormi quantità di altri vitigni famosi come Prosecco o Lambrusco in Umbria si preferisce una resa per ettaro più bassa, così che la pianta abbia la possibilità di lavorare in modo migliore sui grappoli rimanenti ed ottenere di conseguenza un vino tendenzialmente più pregiato. In Umbria vengono coltivati principalmente le uve Montepulciano, Canaiolo, Ciliegiolo, Trebbiano nella sua variante toscana, Malvasia, Grechetto e Verdicchio. Per quanto riguarda le denominazioni invece, l'Umbria conta su 6 IGT (Umbria, Cannara, Spello…), 13 DOC (Orvieto, Colli del Trasimeno, Montefalco, Spoleto…), e 2 DOCG (Torgiano Rosso Riserva e Sagrantino di Montefalco).
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La Sicilia è la regione italiana più estesa come superficie ed è anche l'isola più grande del Mediterraneo, nonché la regione posta più a sud d'Italia. E' una regione ricca di storia e passato fin dall'antichità: inzialmente si svilupparono delle popolazioni indigene che dovettero lasciare poi il passo a quelle provenienti dal continente. Successivamente fu sempre terra e teatro di continue conquiste prima dai Fenici, poi dai Greci per conoscere una stabilità più duratura sotto l'Impero Romano. Tutte queste culture hanno lasciato un segno in questa terra visibile ancora oggi ad esempio dai templi. Durante il medioevo è tornata essere oggetto di conquiste da culture anche diverse fra di loro, fra i quali possiamo ricordare i Normanni provenienti dal nord Europa che fondarono il regno di Sicilia rimasto stabile per circa 300 anni. In epoca moderna invece è stata parte del regno delle due sicilie comandato dai Borbone, per poi essere annessa definitivamente al regno d'Italia con un plebiscito durante il risorgimento.
La Sicilia come dicevamo prima è un'Isola interamente circondata dal Mar Mediterraneo ed è per la gran parte collinare (61%) con parti pianeggianti (14%) e montane (24%); la sua morfologia unita alla vicinanza geografica con l'Africa la rende climaticamente più variegata di quello che si può credere: ad una prima analisi può sembrare infatti che il clima sia tendenzialmente caldo ovunque, ed effettivamente il clima è generalmente mediterraneo e d'estate il vento di Scirocco che soffia dal deserto del Sahara produce un caldo torrido e ventilato, specialmente sulle parti costiere che godono di inverni miti. Tuttavia, spostandosi in quota si trovano inverni anche rigidi e più tipici del clima continentale con nevicate abbondanti dai 900 metri d'altitudine in poi che possono essere sporadicamente portate più in basso dalle correnti fredde. Non è inoltre molto difficile scorgere nevicate sulla vetta dell'Etna anche a luglio. Discorso a se invece per le piccole isole e gli arcipelaghi in mezzo al mare, come le isole Eolie e Pantelleria, che godono di un clima prettamente mediterraneo. Una nota va certamente ai vulcani di questa terra: per la sua posizione sulle placca tettonica la Sicilia è una terra vulcanicamente piuttosto attiva e conta 3 vulcani importanti (senza scomodare i più piccoli ed i sottomarini) quali Vulcano, Etna e Stromboli. L'attività vulcanica qui è talmente attiva che nell'ottocento si formò molto velocemente una piccola isola in mezzo al mare per mezzo di un'eruzione (isola Ferdinandea), scomparsa altrettanto velocemente. Per quanto riguarda i corsi d'acqua invece la Sicilia non gode di grandi laghi o fiumi particolarmente ricchi, anzi risulta essere una terra piuttosto secca. La maggior parte dei fiumi somigliano più a dei torrenti infatti, mentre gli unici due veri fiumi degni di nota sono il Simeto e l'Imrea Settentrionale.
Passando invece al punto di vista enologico, la Sicilia è una delle realtà più importanti d'Italia con i suoi 107.000 ettari coltivati a vite (basti pensare che soltanto la provincia di Trapani produce circa il 10% del vino nazionale), ma per molto tempo il vino di questa regione è stato considerato un prodotto secondario utilizzabile solo come taglio per vini di altre regioni. In tempi più recenti i produttori hanno fatto dei grandissimi progressi ed hanno valorizzato notevolmente il loro prodotto: il clima particolarmente favorevole, il terreno e la lavorazione della cantina produce oggi grandi di vini dalla grande struttura apprezzati in patria e all'estero. I vitigni qui coltivati, autoctoni e non, sono di grande varietà: fra le viti a bacca rossa troviamo il Nero d'Avola, il Frappato, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, Nocera, Calabrese e Perricone; mentre fra le viti a bacca bianca troviamo il Grillo, Catarratto, Carricante, Damaschino, Grecanico, Malvasia di Lipari e lo Zibibbo. Sono anche presenti dei vitigni internazionali come il Syrah, lo Chardonnay, il Merlot ed il Cabernet Sauvignon. Per quanto riguarda le denominazioni dei vini siciliani, la Sicilia conta una sola DOCG (Cerasuolo di Vittoria), 23 DOC (Noto, Etna, Faro, Contessa Entellina, Moscato di Pantelleria… Una nota va alla denominazione Marsala che può vantare di essere la prima DOC indetta in Italia) e 7 IGT (Terre siciliane, Avola, Valle Belice…).
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L'Abruzzo è una regione dell'Italia centrale posta sulla costa adriatica della penisola. E' una regione che non particolarmente estesa con quasi 11.000 chilometri quadrati di superficie, ma vanta ben altri primati: dal punto di vista di welfare ed economia è la regione più ricca del sud Italia ed è la regione con la più alto tasso di investimenti sul PIL, dopo il Trentino; dal punto di vista naturalistico invece vanta 3 parchi naturali nazionali e ben 38 riserve naturali che occupano il 36% della superficie regionale, in cui è presente l'impressionante cifra del 75% di tutte le specie animali e vegetali presenti un Europa. Per questo motivo si è guadagnata l'appello di “regione verde d'Europa”.
La storia della regione è antica, abitata già dal neolitico ha visto poi sviluppare molte popolazioni diverse che vennero tutte sottomesse dagli antichi romani; va segnalata però la loro caparbietà: nel primo secolo AC queste popolazioni rivendicarono la parità di diritti ai romani e si mobilitarono non soltanto a parole ma formarono una vera e propria coalizione con una moneta in vigore. Tale lega si chiamava “lega italica” e va segnalato che sul nuovo conio venne apposta la scritta “Italia”, la prima volta nella storia che il nome della penisola viene usato a scopo politico. Dopo la decadenza dell'impero romano seguirono invasioni di Longobardi e Normanni prima di entrare a far parte del ducato di Spoleto. Durante il risorgimento inoltre L'Aquila è stata capitale d'Italia fino alla conquista di Roma. Nella seconda guerra mondiale invece va segnalata la battaglia di Ortona: Hitler ordinò ai suoi militari di difendere ogni centimetro di terreno poiché punto strategico. Per tutto il mese di dicembre la città venne bombardata e cannoneggiata senza alcun freno, producendo un elevato numero di sfollati e vittime senza dimenticare gli ingenti danni al patrimonio artistico e culturale che venne distrutto per il 70%.
Passando al punto di vista morfologico e climatico, importante per il vino, l'Abruzzo è una regione prevalentemente montuosa (65%) e collinare (34%) mentre la esigua parte di pianura (1%) riguarda solo la costa. Ha degli corsi d'acqua di discreta lunghezza e portata che nascono ovviamente sulle vette degli appennini, mentre non possiede laghi naturali di importanza rilevante per l'enogastronomia. Gli invasi artificiali invece risultano di discreta quantità. Il clima è più che altro condizionato dall'importante presenza montuosa degli appennini, gli effetti benefici del mare si avvertono solo nella zona costiera che possiede un tipo clima tipicamente mediterraneo, mentre più si sale di quota più le temperature calano e le precipitazioni aumentano.
Parlando invece del punto di vista enologico, l'Abruzzo produce circa 4 milioni di ettolitri di vino l'anno grazie ai suoi vigneti sia autoctoni che internazionali che coprono una superficie di 35.000 ettari, troviamo fra i locali ad esempio il Montepulciano, il Trebbiano d'Abruzzo, il Bombino bianco, Pecorino, Passerina e Montonico. Per quanto riguarda gli altri vitigni, si può trovare dello Chardonnay, Pinot bianco e grigio, Sangiovese, Merlot, Cabernet franc e sauvignon. In Abruzzo le denominazioni protette del vino sono 1 DOCG (Montepulciano d'Abruzzo delle Colline Teramane, particolarmente pregiato), 7 DOC (Montepulciano d'Abruzzo, Cerasuolo d'Abruzzo, Trebbiano d'Abruzzo…) e 8 IGT (Colline Pescaresi, Colline Teatine, Terre di Chieti…).
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La Puglia è una regione dell'Italia meridionale ed è quella posta più ad est, conosciuta sia in Italia che all'estero oltre che per le sue coste ed i suoi vini soprattutto per l'olio extravergine d'oliva.
La storia della regione è antichissima, testimonianze fanno risalire la presenza dell'uomo già 250.000 anni fa, ma come per tutta la penisola le popolazioni indigene furono conquistate dalla supremazia militare dell'antica Roma che identificò questa terra come grande punto strategico marittimo, ed avviò anche la tradizione della produzione dell'olio d'oliva. Con la caduta di Roma la Puglia venne invasa da varie popolazioni nel corso del tempo, per stabilizzarsi per secoli sotto l'Impero Bizzantino, seguirono poi i Normanni e gli Svevi che fecero progredire la regione materialmente e civilmente. Nei secoli successivi passò sotto altre dominazioni più o meno stabili di Aragonesi, Spagnoli, Asburgo ed infine ai Borboni che fondarono il Regno delle Due Sicilie. Quando avanzò il regno d'Italia movimenti carbonari e di massoneria spinsero per l'unione.
La Puglia è una regione per la gran parte pianeggiante (53%), con una importanze zona collinare (45%) ed una piccola parte montuosa (2%) che riguarda esclusivamente la parte più a nord della regione confinante con la Campania. L'importante parte pianeggiante è costituita dagli 800 chilometri di sviluppo costiero (una delle più importanti d'Italia) e dal Tavoliere delle Puglie, una vasta pianura seconda in Italia per estensione solo alla pianura Padana. Le colline invece sono importanti e varie nella composizione del terreno, si dividono nelle colline Murge e le Serre Salentine. Le prime sono collocate nella parte più alta della regione e si dividono in alte, più rocciose con presenza di bosco misto, e basse, con terreno più ricco e florido ricoperto per la gran parte da oliveti. Le seconde si trovano invece nella parte più meridionale della regione, dove si affacciano direttamente sul mare. Data la scarsa presenza di montagne che citavamo prima, la Puglia risulta anche molto povera di corsi d'acqua e laghi, infatti i due fiumi principali vedono nella regione solo parte del loro percorso mentre tutti gli altri hanno carattere di torrenti; i laghi invece sono praticamente assenti, fatto salvo per i laghi costieri. Data la conformazione del terreno senza catene montuose, il mare influisce pesantemente sul clima della regione, facendo sentire ovunque il suo effetto benefico con estati calde e secche e precipitazioni scarse concentrate perlopiù nel periodo autunno-invernale.
Dal punto di vista enologico la Puglia è una regione importante: la mitigazione del mare, l'importante presenza di colline e pianura rende questa regione perfetta per la produzione dell'uva (e delle olive, da cui si ricava il famoso olio), così presenta una superficie vitata di ben 110.000 ettari che è certamente una delle più importanti d'Italia. Tuttavia in passato si preferivano le grandi quantità con alte rese per ettaro, abbassando inevitabilmente la qualità finale del prodotto e rendendo il vino adatto perlopiù al taglio; solo in tempi più recenti gli agricoltori hanno comincaito a valorizzare veramente i loro prodotti, abbassando le rese per ettaro e conoscendo così un notevole sviluppo qualitativo che ha portato i vini pugliesi ad essere apprezzati per la loro potenza e complessità sia in patria che all'estero. Le viti coltivate in Puglia per la produzione di vino sono piuttosto varie fra autoctone ed internazionali, certamente tutti conoscono il Primitivo ed il Negro Amaro, ma vi sono anche il Bombino Bianco e Nero, l'Uva di Troia (a bacca nera), Aglianico, Verdeca e Malvasia Nera di Brindisi oltre che agli internazionali Montepulciano, Sangiovese, Trebbiano, Lugana e Malvasia. Le denominazioni dei vini pugliesi sono varie ed importati: contano 4 DOCG (Primitivo di manduria Dolce Naturale e 3 derivate da Castel Del Monte quali Bombino nero, Nero di Troia Riserva e Rosso Riserva), ben 28 DOC (Ostuni, San Severo, Gioia del Colle…) e 6 IGT (Puglia, Murgia, Salento…).
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La Campania è una regione dell'Italia meridionale che si affaccia sul mar Tirreno, mentre alle spalle verso est si trova la catena montuosa degli appennini.
La storia e la cultura della regione è una delle più ricche ed antiche della penisola: abitata già nel terzo millennio avanti cristo da popolazioni indigene, sorsero poi degli insediamenti greci lungo la costa prima di essere conquistata ed unificata dall'antica Roma che battezzò la zona “Campania Felix”: l'influenza di queste due culture ha lasciato qui un segno profondo ed è possibile notarlo distintamente ancora oggi. Dopo la caduta dell'impero romano la Campania conobbe un periodo di instabilità con diversi conquistatori che si susseguirono nel tempo, come tutta l'Italia ed in particolare quella meridionale: si susseguirono Longobardi, Bizantini, Normanni, Aragonesi e Borboni ma nonostante questo continuo susseguirsi di politiche diverse, Napoli divenne uno dei principali poli d'Europa sotto molteplici punti di vista. Qui hanno avuto i natali la prima nave a vapore d'Europa, la prima ferrovia e la prima stazione italiana, la prima galleria a scopo ferroviario al mondo, il primo osservatorio astronomico e sismologico ed altre ancora.
Morfologicamente la Campania è per la metà collinare con una importante zona montuosa (34%) ed una più piccola pianeggiante (14%). Presenta diversi corsi d'acqua che nascono sugli Appennini e che formano altrettanti laghi: per citare alcuni fiumi troviamo il Volturno, Sarno ed Ofanto, mentre fra i laghi naturali vi è il Falciano, Matese ed Averno. Vanno delle menzioni speciali ad alcune particolarità e zone della regione: anzitutto ai vulcani fra i quali spicca certamente il Vesuvio che essendo di tipo esplosivo è artefice del disastro di Pompei avvenuto nel 79 d.c. ed attualmente è quiescente ma non spento. Altra menzione di genere del tutto diversa va alla costiera sorrentina ed amalfitana dove è presente un ottimo clima per la produzione agricola ed il turismo. Il clima complessivo della regione invece può essere diviso sotanzialmente in due parti: la prima parte vicina alla costa, beneficia della mitigazione del mare portando un clima di tipo meidterraneo, mentre la seconda parte più nell'entroterra presenta un clima più rigido. Dal punto di vista delle piogge invece la regione è abbastanza particolare, visto che di solito siamo abituati a vedere zone dal clima rigido con precipitazioni più importanti; in Campania invece è la costa ad avere piogge maggiori grazie ai venti atlantici, mentre l'entroterra subisce un importante effetto spartiacque grazie agli appennini: basti pensare che fino alle zone dell'Irpinia si parla di circa 2000 mm di acqua l'anno, mentre poco più in la nelle zone confinanti con la Puglia il valore si abbassa di colpo a 600 mm all'anno.
La Campania dal punto di vista enologico ha quindi tutte la carte in regola per produrre vini di qualità con i suoi 40.000 ettari coltivati sfruttando al massimo i valori del territorio: per questo si trovano vigneti ai piedi del Vesuvio e sulle isola di Ischia e Capri. Oltre a qualche sporadica coltivazione di un vitigno internazionale, i vini campani vengono prodotti perlopiù da uve autoctone che per le piante a bacca rossa sono l'Aglianico, Aleatico ed il Piedirosso mentre per la bacca bianca troviamo la Biancolella, Forastera, Coda di Volpe, Falanghina, Greco, Asprinio e Fiano. Da queste uve si ricavano dei vini potenti al gusto e all'olfatto, grazie alla struttura di questi vini le denominazioni dei vini campani si sono fatte velocemente strada: troviamo 4 DOCG (Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Aglianico del Taburno), 14 DOC (Falanghina del Sannio, Vesuvio, Penisola Sorrentina, Aversa, Ischia…) e 10 IGT (Terre del Volturino, Pompeiano, Colli di salerno, Campania…) e come liquore ricordiamo l'apprezzato Limoncello di Capri; anche se non riguarda l'enologia, segnaliamo la produzione vocata di olive per l'olio extravergine di oliva come la vicina Puglia.
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Il Molise è una regione dell'Italia Meridionale, una delle più piccole per estensione di tutta la nazione. Fino al 1963 era una regione unica con l'Abruzzo e conta due province soltanto: Isernia e Campobasso.
La conformazione della regione non è particolarmente favorevole all'insediamento umano, comunque prima che i romani conquistassero la zona si erano formati villaggi di indigeni che hanno lasciato una traccia piuttosto mite nella storia. Il primo vero momento di progresso della regione arrivò appunto con l'insediamento degli antichi romani ai quali si può far risalire la fondazione di quelli che oggi sono i principali centri abitati, ma con la caduta dell'Impero la regione venne lasciata a se stessa subendo un considerevole calo demografico che si riprese solo con l'arrivo dei Longobardi che investirono le dovute risorse nella zona. La successiva annessione al regno dei Normanni, il Molise venne incluso nella “Terra di Lavoro” (corrispondente all'incirca all'odierna provincia di Caserta). Nell'800 la regione assunse grosso modo i tratti odierni e divenne indipendente come da modello francese sulle province: senza il diretto supporto delle province vicine, il Molise conobbe un nuovo periodo di spopolamento, anche se seguirono delle opere strutturali.
Come dicevamo prima, il Molise è una delle regioni più piccole d'Italia con la sua estensione che non raggiunge i 4500 chilometri quadrati ed il terreno è diviso fra montagna (55%) e collina (44%), le prominenze diventano più dolci via via che ci si avvicina alla costa mentre le uniche zone pianeggianti sono rappresentate da vallate e zone costiere (di cui la regione conta 35 chilometri di lunghezza). Pur essendo piccola conta su diversi fiumi dalla portata più che discreta e le zone montuose favoriscono diversi invasi artificiali (che rappresentano gli unici laghi della regione), l'acqua è così abbondante tanto che la regione soddisfa non solo il suo fabbisogno idrico ma serve anche le vicine regioni della Puglia, Campania ed Abruzzo. Inoltre data la vicinanza con quest'ultima regione (di cui faceva parte fino al 1963) i profili montani, la flora e la fauna sono piuttosto simili e sebbene non godano della stessa ricchezza anche in Molise sono presenti oasi e riserve naturali. Il clima è generalmente mediterraneo, soprattutto nelle zone più prossime alla costa marittima, ma più ci si avvicina alle montagne più il clima diventa rigido.
Parlando invece dei vini che il Molise produce, la superficie prevalentemente montana oltre che la relativa poca superficie a disposizione non favorisce particolarmente la coltura della vite, infatti la regione presenta circa 8000 ettari coltivati a vite (senza scomodare la vicina Puglia che ha un terreno decisamente più favorevole, l'Abruzzo che è morfologicamente simile conta su 35.000 ettari). Una regione così piccola subisce inevitabilmente l'influenza di quelle vicine e l'aspetto enologico non fa eccezione: l'unico vitigno realmente autoctono è il Tintilia, troviamo poi vitigni internazionali sia bianchi che rossi oltre che Sangiovese, Aglianico, Montepulciano, Trebbiano e Malvasia. Per quanto riguarda le denominazioni dei vini molisani, non sono presenti DOCG, vi sono 4 DOC (Tintilia del Molise, Molise, Biferno, Pentro d'Isernia bianco e rosso, quest'ultima denominazione non ha produttori aderenti al momento) e 2 IGT (Rotae, Terre degli Osci).
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La Basilicata è una regione dell'Italia meridionale, storicamente conosciuta come Lucania (che fu anche la denominazione ufficiale dal 1932 al 1947) ha la peculiarità di essere bagnata da due mari ed il capoluogo Matera, più precisamente il suo centro storico, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità.
Le prime tracce dell'uomo nella zona risalgono al paleolitico dove si svilupparono dei villaggi di popolazioni indigene che prima della conquista da parte dei romani convissero anche con delle colonie greche. Come le altre regioni del sud Italia, dopo la caduta dell'Impero Romano, la Basilicata venne interessata da varie conquiste nel corso della storia anche da popolazioni inedite per il resto della penisola come i Saraceni. Altre dinastie furono i Longobardi, i Bizantini ed i Borbone che unificarono l'Italia Meridionale. La Basilicata fu anche parecchio attiva per l'unità d'Italia, tanto che ancor prima dell'arrivo di Garibaldi con la famosa “spedizione dei Mille” si mobilitarono centinaia di persone a seguito di una rivolta popolare; tuttavia a seguito dell'unità la gente della regione non si trovò molto soddisfatta del trattamento del governo centrale, dando vita al brigantaggio che interessò buona parte del mezzogiorno ma che in Basilicata trovo il suo apice sfociando in numeri da guerra civile. Forse a causa di questo anche il '900 non fu un buon momento, con condizioni generali che favorirono l'emigrazione dalla regione. Da segnalare che durante la seconda guerra mondiale avvenne qui la prima rivolta contro i tedeschi che al tempo occupavano la regione, prima a Matera e poi a Rionero.
Il terreno della Basilicata è per la maggior parte montagna (46%) e collina (46%) mentre presenta una piccola parte di pianura (8%) che è costituita dalla Piana di Metaponto. I fiumi sono di tipo torrentizzi, mentre possiede dei laghi di origine vulcanica oltre ad un paio di invasi artificiali. E' anche presente un vulcano spento chiamato Vulture, molto importante per le coltivazioni di vite grazie alla ricchezza del suo terreno. Il clima invece è generalmente continentale, ma vi sono delle differenze da zona a zona: avendo la particolarità di avere uno sbocco su due mari differenti la parte più ad est subisce l'influsso del Mar Adriatico non avendo protezione montuosa al contrario di quella posta più ad ovest che affaccia sullo Ionio; in generale però il mare si fa sentire ben poco nella maggio parte della regione, mitigando le temperature solo nella zona costiera mentre qualche chilometro più all'interno già si sente la differenza.
A proposito di vino della Basilicata, la quantità annua prodotta non eccelle rispetto ad altre regioni ma crea sicuramente prodotti interessanti grazie sia ai vitigni che ai luoghi di coltivazione. E' presente per esempio il monte Vulture come dicevamo prima, un vecchio vulcano spento le cui pendici godono di un terreno molto ricco per via del suo passato; altro esempio è la val D'Agri che con la sua altitudine di 500 metri ha un certo cambiamento di temperatura fra il giorno e la notte che influiscono sull'uva.
Come vitigni a bacca rossa troviamo l'Aglianico che rappresenta la maggior produzione, l'Aleatico, il Bombino Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc; mentre fra le uve bianche è presente la Malvasia, Verdeca, Bombino Bianco e Chardonnay. Le denominazioni protette dei vini della Basilicata sono 1 DOCG (Aglianico del Vulture Superiore), 4 DOC (Aglianico del Vulture, Terre dell'Alta Vald D'agri, Grottino di Roccanova e Matera) ed una sola IGT che comprende tutta la regione (Basilicata IGT).
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Le Marche sono una regione dell'Italia centrale che affaccia sul mare Adriatico, presentano fin da subito la peculiarità di essere l'unica regione dello Stato con un nome al plurale.
La storia della regione ha radici piuttosto antiche, tanto che già nell'età del ferro vi era unità culturale da parte della popolazione dei Piceni. Nel IV secolo avanti Cristo i Galli dalla odierna Francia occuparono parte del territorio oltre che la fondazione d'insediamenti greci e per respingerli le popolazioni dovettero allearsi con i gli antichi romani. Non passò molto tempo che anche quest'ultimi cominciarono a fondare colonie in territorio piceno e quest'ultimi si ribellarono riportando iniziali successi, ma nulla poterono sul lungo periodo contro la potenza romana. Più avanti con il progressivo sgretolamento dell'Impero romano d'Oriente le Marche si trovarono prima divise in due parti fra i Longobardi e quel che restava dell'Impero per poi venire unificato nuovamente sotto i nuovi conquistatori che chiamarono queste terre “Marca di Ancora” (termine per indicare una zona di confine), coniando per la prima volta il termine che darà il nome alla regione nel futuro. Durante l'età comunale e durante il corso del rinascimento nelle Marche fioriscono importanti città che oggi sono i centi urbani più importanti, in particolare tutto il Ducato di Urbino divenne un vero polo culturale ed artistico. Durante il risorgimento nelle Marche avvenne la decisiva battaglia di Castelfidardo che permise di unificare i territori conquistati da Vittorio Emanuele II a nord a quelli conquistati da Garibaldi a sud.
Il territorio delle Marche è prevalentemente collinare (69%) e per il resto montuoso (31%) mentre le uniche pianure sono costituite dalle fasce costiere lunghe 173 chilometri. I fiumi sono di carattere torrentizio e nascono tutti nella parte più alta degli appennini vendendo verso l'Adriatico in modo “dritto” creando delle affascinanti gole. I laghi invece non sono numerosi e particolarmente importanti soprattutto dal punto di vista climatico, ma ricordiamo per esempio il suggestivo lago glaciale di Pilato.
Parlando invece del vino marchigiano, i 24.000 ettari coltivati a vite sono praticamente tutti nelle zone collinari (che sono anche quelle prevalentemente abitate) e per la maggior parte a bacca bianca. Fra questi troviamo il Bicame, Bianchello, Verdicchio, Maceratino, Trebbiano, Passerina e Pecorino; mentre fra quelle a bacca rossa troviamo Sangiovese, Montepulciano e Vernaccia Nera. Riguardo alle denominazioni del vino delle Marche, ci sono 5 DOCG (Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, Verdicchio di Matelica Riserva, Conero, Vernaccia di Serrapetrona, Offida), 15 DOC (Pergola, Falerio, Terre di Offida, Rosso Conero, Verdicchio dei Castelli di Jesi…) e una IGT (Marche).
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Il Lazio è una regione dell'Italia centrale che affaccia sul mar Tirreno, da sempre una regione storicamente importante.
La storia del Lazio ha radici nel II millennio AC quando vi si stanziarono varie popolazioni nella parte centro-meridionale della regione, mentre più a nord erano presenti gli Etruschi che rimasero nella zona fino all'esordio di Roma. Dal V secolo a.C. la città destinata a conquistare buona parte dell'Europa comincia la sua fase di conquista unificando lentamente tutto il Lazio prima di lanciarsi verso altri territori e fondare l'Impero Romano. Da questo momento in poi Roma nel corso della storia ricoprirà sempre un ruolo rilevante di potere centrale. Per tutta la durata dell'impero il Lazio godette di una situazione di calma godendo della sua centralità. Dopo la caduta dell'Impero la regione cadette in un piccolo periodo di caos che fu molto più breve delle regioni dell'Italia meridionale grazie all'ascesa della chiesa che avviò il suo processo di trasformazione in stato vero e proprio; da questo momento fino alla terza guerra d'indipendenza del risorgimento, nel 1870 con la breccia di porta Pia e la conseguente presa di Roma, la Chiesa ricoprirà sempre un ruolo centrale da tutti i punti di vista per la regione. Dal 1870 in poi Roma diventa ufficialmente la capitale d'Italia con tutti gli oneri ed onori del caso: durante il ventennio fascista per esempio divenne protagonista di propaganda e simbolo del potere del regime. Durante la seconda guerra mondiale il Lazio ha conosciuto delle feroci battaglie per via della sua posizione rilevante e strategica, con l'occupazione nazista ed il successivo sbarco alleato ad Anzio, passando per la battaglia di Cassino.
Dal punto di vista morfologico il Lazio occupa una porzione centrale della penisola italiana estendendosi dal mar Tirreno fino agli Appennini dove confina con Marche, Abruzzo e Molise. E' una regione in prevalenza collinare (54%) e per il restante montuosa (26%) e pianeggiante (19%) il che la rende eterogenea . La parte pianeggiante è concentrata nella parte più costiera-centrale della regione, mentre le colline precedono le parti più interne della regione ricoperta da importanti massicci montuosi. I laghi sono principalmente di origine vulcanica come i Colli Albani che li ospitano, mentre per quanto riguarda ai fiumi il Lazio non vanta grandi e particolari corsi d'acqua ad eccezione del Tevere che scendendo dalle montagne umbre raggiunge ed attraversa Roma per poi buttarsi nel mare qualche chilometro più avanti. Vista la sua varietà morfologica, il Lazio risulta differente da zona a zona anche dal punto di vista climatico: lungo la fascia costiera il mare effettua una considerevole mitigazione della temperatura che rimangono piuttosto miti sia un estate che in inverno; c'è però una considerevole differenza di precipitazioni fra nord e sud della regione: a nord le precipitazioni sono più scarse, al contrario della zona più a sud fino al confine con la Campania che presentano precipitazioni decisamente più abbondanti. All'interno della regione l'influsso del mare va ad attenuarsi fino a quando il clima non diventa tipicamente continentale con temperature invernali rigide che calano con l'aumentare dell'altitudine così come le precipitazioni.
Dal punto di vita enologico, il Lazio presenta circa 50.000 ettari coltivati a vite. Purtroppo in tempi relativamente recenti, con l'ingresso della moderna viticoltura dopo l'avvento della Fillossera, nella regione si è preferita la quantità alla qualità e solo in tempi più recenti la situazione sta avendo un miglioramento. Il vino del Lazio conta su 3 denominazioni DOCG (Cannellino di Frascati, Frascati Superiore e Cesanese del Piglio), 26 DOC (Colli Etruschi Viterbesi, Orvieto, Marino, Roma, Nettuno…) e 6 IGT (Colli Cimini, Anagni, Lazio…). Una menzione particolare va alla denominazione DOC Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, non si tratta infatti di un errore di battitura ma risale ad una leggenda: nel 1111 il vescovo estimatore del vino Johannes Defuk era in viaggio verso Roma con il sovrano Enrico V di Germania, il vescovo era un personaggio curioso di scoprire nuovi vini e così era solito mandare avanti il proprio coppiere ad assaggiarne la qualità nelle locande che precedevano il cammino. Quando la bevanda fosse stata meritevole il coppiere doveva scrivere “est” vicino alla porta della locanda e nel caso il vino fosse stato molto buono scriverlo due volte. Arrivato ad una locanda di Montefiascone il coppiere rimase molto colpito dalla qualità del vino, tanto che il codice concordato con il vescovo risultava riduttivo; per risolvere il problema scrisse tre volte la parola aggiungendo dei punti esclamativi a supporto: Est! Est!! Est!!!
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Elena Walch 'Cardellino' si ottiene dalla lavorazione di soli vitigni chardonnay, ottenendo così un vino con una gradazione alcolica al 12,5%.
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Falanghina del Molise DOC “Ramì“si ottiene dal blend di 90% uva Falanghina e 10% fiano, un vino leggero, seducente ed elegante.
Come anticipa già il nome Falanghina del Sannio DOC 'Serrocielo' si ottiene dalla lavorazione delll'omonino vitigno, coltivato su terreni vulcanini, una volta lavorato si trasforma in un vino dalla beva facile con una gradazione alcolica del 13,5%
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Lo spumante Franciacorta Brut '61 è caratterizzato da un brillante colore giallo paglierino. Al naso si percepisce un profumo fresco ed elegante, accompagnato da sentori di frutti a polpa bianca e note di agrumi. Al palato si rivela gradevolmente acido, morbido ed equilibrato.Da viticoltura biologica certificata.
Ottenuto da 100 selezioni della stessa vendemmia. Le selezioni vengono separate in 107 parcelle e posizionate in comuni diversi della Franciacorta. Le selezioni di 10 comuni diversi si arrichiscono di profumi e di gusto.All'assemlaggio orizzontale si assiungono vini di riserva. L'unione di assemblaggio orizzontale e verticale da vita ad Alma, una...
'Bagnadore' non dosato millesimato riserva si ottiene dalla miscela di metà chardonnay e metà pinot nero. Un vino prodotto da uve di un solo vitigno, vecchio di 20 anni nel comune di Roccolo. Un terreno di origine morenica con depositi di sabbia, ciottoli e scheletro.Contattaci per info annata!
Franciacorta DOCG 'Collezione Grandi Cru' millesimato si ottiene dalla vinificazione di 100% vitigni Chardonnay. Viene prodotto per la prima volta nel 1983. Franciacorta DOCG 'Collezione Grandi Cru' millesimato è un vino prodotto solo nelle migliori annate, esclusivamente dai vigneti che si trovano sulle colline di Erbusco....
Questo Franciacorta DOCG Satèn viene prodotto alla tenuta Montenisa, a sud del lago d'Iseo, dal 1999 di proprietà della famiglia Antinori.
Monte Rosse "Flamingo" Rosè Brut è la cuvée della Maison di Franciacorta che prende il posto della precedente P.R. Rosè. Composto per il 60% da chardonnay e 40% Pinot Nero, questo vino è ben abbinato a piatti di pesce caldo.
Monte Rossa P.R. Brut è una perfetta espressione dello spumante metodo classico di Franciacorta. Realizzato per festeggiare i primi 35 anni di attività aziendale con sole uve chardonnay ed una mescolanza di vini riserva, si abbina bene con piatti di pesce anche abbastanza saporiti come gli spaghetti alle vongole così come aperitivo.
Franciacorta DOCG 'S.A.' satèn brut viene prodotto da vitigni Chardonnay, ha una gradazione alcolica del 12.5%
Satèn Sansevé è un Franciacorta realizzato dalla cantina Monte Rossa con il 100% di Chardonnay, poi mescolato a dei vini riserva. Si abbina bene con piatti di pesce, ma grazie alla sua leggerezza si rivela anche un eccellente aperitivo.
Particolare interpretazione del metodo classico Satèn di Contadi Castaldi che battezza questo prodotto "Soul". Composto per il 100% di uva Chardonnay è un vino strutturato ed elegante, adatto dall'aperitivo a tutto il pasto.
Dalla famiglia Marchesi Antinori Franciacorta DOCG 'Tenuta Montenisa' Blanc de Blancs brut
La cantina di Franciacorta Ca' Del Bosco realizza questa cuvée brut millesimata che entra a far parte della Vintage Collection. 68% Chardonnay. 20% Pinot Bianco, 12% Pinot Nero e 48 mesi di effinamento. Potente e strutturato, si adatta bene a tutto il pasto, eccellente come aperitivo.
Questa cuvée è realizzata dalla cantina Ca' Del Bosco senza l'ausilio di zuccheri aggiunti al prodotto. 65% chardonnay, 13% pinot bianco, 22% pinot nero, tutto mescolato a 25 vini a base di chardonnay. Perfetto con piatti di pesce o come aperitivo.
Franciacorta satèn secondo la filosofia di Ca' Del Bosco, che realizza questa cuvée diversa dai soliti satèn aggiungendo meno zucchero. Realizzato con 85% di chardonnay e 15% di pinot bianco, si abbina bene a piatti di pesce.
In onore del Fondatore Vittorio Moretti, nasce lo spumante con il suo nome: Franciacorta DOCG 'Vittorio Moretti' vino riserva millesimato ottenuto dalla vinificazione di Chardonnay al 58% e Pinot nero al 42%. L'unione di due vitigni per esprimere al meglio i tratti del grande imprenditore, che ha fatto la storia non solo della sua Cantina ma...
Cuvée più prestigiosa della casa di Franciacorta Monte Rossa, che la elegge a proprio simbolo dandogli il nome "Cabochon". 70% chardonnay, 30% Pinot Nero, ideale come aperitivo insieme a stuzzichini oppure abbinato a pesce, crostacei e formaggi freschi.
Spumante metodo classico Franciacorta DOCG di punta della cantina Ca' del Bosco, la Cuvée Prestige è composta da 75% Chardonnay, 10% Pinot Bianco e 15% Pinot Nero. Ogni bottiglia viene avvolta nella particolare carta dorata per proteggere il contenuto dalla luce. Ideale per tutto il pasto.
Monte Rossa Prima Cuvée Brut è lo spumante Franciacorta più diffuso della Maison. Composto da 85% chardonnay, 10% pinot nero, 5% pinot bianco ed un aggiunta finale di vini riserva. Perfetto come aperitivo o per accompagnare pesce crudo.
Composto da 90% Chardonnay, 10% Pinot Nero.Si presenta con un colore giallo paglierino e un aroma floreale, con accenni di frutta e spezie. In bocca risulta cremoso e con una buona persistenza.
Spumante della Franciacorta realizzato dalla cantina Contadi Castaldi: composto per l'80% da chardonnay, 10% Pinot Nero e 10% Pinot Bianco.
Questo prodotto è uno spumante Franciacorta DOCG Brut, realizzato dalla cantina Le Marchesine con uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco
Un Blanc de Blancs nostrano di Cavalleri, brut creato con il 100% di Chardonnay ed affinato per 24 mesi di maturazione. Vivace e gustoso, affianca bene piatti caldi di pesce.
Franciacorta DOCG Brut millesimato è un uno spumante che si ottiene dalla vinificazione di vitigni Chardonnay al 73% e di Pinot nero al 27%.
Speciale cuvée riserva di Ca' Del Bosco composta da 55% chardonnay, 25% pinot bianco e 20% pinot nero ed affinata per 7-8 anni sui lieviti. Perfetto aperitivo, per accompagnare antipasti o piatti di pesce, ma risulta anche ottimo per essere degustato da solo.
Ca' Del Bosco realizza questa cuvée riserva rosata Annamaria Clementi con il 100% di uva pinot nero, invecchiato per un minimo di 8 anni. Si abbina con piatti di pesce o primi e piatanze a base di carne moderatamente saporiti.
Ca' Del Bosco tinge di rosa la Cuvée Prestige realizzando il suo Rosè. 80% Pinot Nero, 20% Chardonnay viene invecchiato e vinificato nelle cantine dell'azienda per un tempo medio di 30 mesi. Dal sapore delicato, si abbina bene a piatti di pesce in genere.
Franciacorta DOCG millesimato rosé prodotto utilizzando uve da vitigni Chardonnay e Pinot nero raccolti nella zona di Paderno di Franciacorta.
Franciacorta DOCG pas dosè ottenuto da Chardonnay ha una gradazione alcolica del 13%.
Franciacorta DOCG rosè è l’insieme di Pinot nero all’80% e Chardonnay al 20%. Il terreno nei comuni di Santella, Roncaglia e Gallo dove viene raccolta l’uva è fluvioglaciale e morenico, composto da ghiaia e ciottoli.Contattaci per info annata!
Franciacorta DOCG rosé si ottiene dalla vinificazione di Pinot nero e Chardonnay, rispettivamente all’ 80 % e al 20%. Ha una gradazione alcolica del 12,5%.
Vino Franciacorta DOCG rosato realizzato dalla cantina Contadi Castaldi, composto da 65% chardonnay e 35% pinot nero. Si abbina bene a tavola con carni rosse e volatili così come formaggi morbidi e freschi.
Questo Franciacorta DOCG viene prodotto alla tenuta Montenisa, a sud del lago d'Iseo, dal 1999 di proprietà della famiglia Antinori.
La vinificazione di uva a bacca bianca e uva bianca rossa da vita al rosè, Il Rosè millesimato Bellavista è un prodotto lavorato meticolosamente, prediligendo la lavorazione artiginale rispetto a quella meccanica.
Franciacorta DOCG satén prodotto da 100% uve Chardonnay raccolte nei vigneti di Roccolo, Clogna, Carabioli e Ronchi.
Franciacorta DOCG Satèn millesimato viene realizzato da 100% Chardonnay ed ha una gradazione alcolica del 12,5%.
Questo spumante realizzato dalla Cantina Contadi Castaldi è un Satèn millesimato Franciacorta DOCG. Con il suo uvaggio 100% Chardonnay rientra nella categoria dei Blanc de Blancs. Adatto come aperitivo oppure per accompagniare del pesce.
Questo prodotto è un Franciacorta DOCG tipo Satèn realizzato dall'azienda Le Marchesine con il 100% di uve Chardonnay. Ottimo abbinato con il pesce.